Ecco alcuni chiarimenti per chi volesse aspirare a diventare pubblicista: innanzitutto è bene sapere che a descrivere la figura del pubblicista è la legge n. 69/1963 che cita: ‘Sono pubblicisti coloro che svolgono attività giornalistica non occasionale e retribuita anche se esercitano altre professioni o impieghi’.

Generalmente, quindi, il pubblicista è qualcuno che come lavoro principale svolge altre attività; ed è forse questo l’aspetto principale sul quale si vuole differenziare il pubblicista dal giornalista professionista.

Esiste un albo dei giornalisti pubblicisti e per iscriversi sono necessari alcuni requisiti.

Si deve aver svolto per almeno due anni un’attività giornalistica non occasionale e regolarmente retribuita presso una testata giornalistica registrata;

Chiarendo il concetto di attività giornalistica, si intende una collaborazione tramite scritti, articoli o corrispondenze pubblicate su giornali o periodici;

Si devono scrivere minimo 70 articoli in due anni in maniera costante e continuativa. Tra un articolo e l’altro non deve passare più di un mese. Questo significa che non si possono, per esempio, scrivere 70 articoli tutti nel primo anno e 0 nel secondo anno. La redazione degli articoli deve essere costante per tutto il biennio.

Risulta essere poi necessario che il direttore della redazione certifichi che l’aspirante pubblicista abbia svolto tale attività in modo regolare e con regolare retribuzione per almeno due anni; il compenso e le ricevute di pagamento sono necessarie al fine dell’iscrizione all’albo dei pubblicisti. All’Ordine andranno mostrati il modello F24 pagato e una dichiarazione del commercialista dell’editore.

La domanda per iscriversi all’albo dei pubblicisti dell’Ordine dei Giornalisti deve essere presentata insieme a tutte le certificazioni necessarie: certificati di carichi pendenti e casellario giudiziario. Risulta essere possibile richiederli presso un’agenzia o presso il Tribunale. Poi serve l’autocertificazione della residenza, data di nascita, titolo di studio e cittadinanza. Infine bisogna esibire tutto il materiale giornalistico prodotto nel biennio in cui siano distinguibili data, intestazione della testata e firma.

Ora bisogna pagare: dopo aver compilato il modulo di richiesta per l’iscrizione all’albo dei pubblicisti va attaccata una marca da bollo di euro 14,62. Tutto il malloppo va presentato all’ordine regionale di appartenenza. Si dovranno versare altri 35 euro. Dopo qualche settimana, in caso di accettazione dell’istanza, si dovrà versare la quota di iscrizione annuale e si dovranno portre due fototessere.

L’elenco dei vari ordini regionali per ottenere la modulistica del caso è consultabile sul sito dell’Ordine nazionale dei giornalisti.