Più volte mi è stato chiesto quale fosse il costo per aprire un blog aziendale. Di solito non do mai una risposta esauriente, perché sono molti gli aspetti che decretano il prezzo di un blog aziendale.

Aprire un blog, inteso come «ecco il nostro blog» presenta costi bassissimi per un dominio e uno spazio hosting (40-60 euro all’anno). Addirittura in molti casi possiamo aprirne uno anche in maniera totalmente gratuita.

E’ chiaro quindi, come la vera attività di blogging, non sia riconducibile soltanto all’apertura del blog, ma alla sua totale gestione ed efficacia.

Quindi, la prima cosa che faccio è analizzare e accertarmi chi vi siano due aspetti fondamentali e imprescindibili da parte dell’azienda: interesse reale e disponibilità.

La differenza tra il consulente e il coordinatore.
La scelta di queste due figure (consulente e coordinatore) decretano buona parte del costo di gestione di un blog aziendale. Un consulente è una figura di supporto, quindi pronta a consigliare nuove strategie e strumenti con cui bloggare nel migliore dei modi.

Diversamente, il coordinatore, nonostante non sia un dipendente, partecipa attivamente all’intera attività sul blog. Di solito, quello che faccio, è “vivere” l’azienda da dentro. Chiedo espressamente alla società di poter trascorrere delle giornate con loro negli uffici, per conoscere e parlare con i collaboratori, ma anche per osservare il lavoro che svolgono, da un’altra prospettiva.

Per esperienza, so che le aziende alle prime armi con il blog, mostrano grandi difficoltà nella realizzazione dei contenuti. E’ facile, per chi non ha mai scritto sul Web, cadere nella trappola del “blocco dello scrittore“.

La questione è molto semplice: le aziende non sanno raccontarsi e le poche volte che si impegnano nel farlo, usano espressioni assolutamente fuori luogo, tipiche del linguaggio burocratese.

Il preventivo più costoso per un blog aziendale
No, non mi limiterò nello snocciolare una serie di voci che decreteranno il costo finale per la realizzazione di un blog aziendale.

Diversamente, elencherò le caratteristiche di un coordinatore, senza le quali un’azienda che non ha dimestichezza con gli strumenti del Web, potrà aprire un blog aziendale efficace. Per farlo, userò le stesse domande che di solito rivolgo durante le mie consulenze.

Un coordinatore per un progetto di blogging, dovrebbe rivolgersi all’azienda e chiederle:

Siete disposti a integrare il blog nelle vostre strategie di business?
Siete disposti a integrare le vostre strategie di business nel blog?
Quale sono gli obiettivi che vi siete prefissi nell’uso del blog aziendale? Avete delle tempistiche da rispettare?
Quale sarà la linea editoriale da seguire?
Quale sono le figure a cui delegherete la pubblicazione dei post?
Con quale criterio pensate di scegliere i blogger aziendali?
Siete in grado di stilare una serie di argomenti che vorreste trattare nel blog?
Siete disposti a parlare anche di…(elencate quello che ritenete possano essere degli ottimi argomenti di discussione).
Quante ore al giorno siete disposti a dedicare all’attività di blogging?
Quanti giorni a settimana dedicherete al blog?
Avete intenzione di pubblicare i commenti? (In caso di risposta affermativa) con quale logica verranno pubblicati?
Pensate di coinvolgere altre figure (guest blogger) nella stesura dei contenuti del blog? Se si, avete idea di come proporre la cosa?
Avete già un canale video (YouTube, Vimeo, etc.)? Quanti video pubblicate al mese? Quale sono gli argomenti dei vostri video? Quale benefici avete riscontrato da questa attività?
Avete dei profili di social network? Quali? Come li utilizzate? Avete ottenuto dei risultati apprezzabili?
Avete idea di come analizzare i dati, le statistiche e i risultati della vostra strategia di blogging?
Ad oggi, quale strumenti avete usato sulla Rete, per promuovere la vostra attività?
Quale sono le figure in azienda a cui non pensate minimamente di affidare uno spazio sul blog? Per quale motivo? Di cosa si occupano in azienda (di solito, le società non valorizzano i propri dipendenti, perdendo spesso l’opportunità di scoprire qualità di cui erano totalmente ignari)?
Avete dimestichezza con l’ottimizzazione dei contenuti sui motori di ricerca (il 90% delle aziende non sa da dove iniziare)?
Conoscete le regole basilari di copywriting con cui realizzare i vostri contenuti? Che tipo di linguaggio avete usato fino ad oggi? Quale sono stati i risultati riscontrati (approfondendo il discorso, potremmo parlare anche di tassi di conversione)?
Sapete come rendere altamente usabile il vostro blog? Quale sono le caratteristiche a cui presterete maggiore attenzione?
Avete una mailing list? Raccogliete le email dei vostri visitatori (lead)? Usate un autorisponditore per le vostre campagne di email marketing? Avete già pensato a come sfruttare il blog per la raccolta delle email? Quante liste di contatti pensate di realizzare?
Avete intenzione di usare il blog per promuovere gli eventi e le fiere a cui parteciperete? Volete pubblicare i video su YouTube (o altri canali) oppure realizzare una diretta live stream?
Quante risorse (impegno e denaro) dedicherete al marketing tradizionale (brochure, cartelloni, volantini)? In che modo pensate di calcolarne il ritorno sull’investimento?
Conclusione

Di solito, in una consulenza – ma soprattutto attraverso una serie di incontri – riesco a fare tante altre domande, molte delle quali dipendono dal settore su cui opera il cliente.

E’ chiaro quindi, che un intervento a 360° richiederà un investimento economico maggiore, rispetto a un semplice lavoro di monitoraggio. Di solito, questo ultimo caso, è quello che va per la maggiore tra le web agency italiane, ma per esperienza diretta e indiretta (vedi i case study da me proposti) la ritengo una strategia poco valida.

Il fatto, è che la stragrande maggioranza delle aziende italiane non ha la minima idea di come fare blogging. Basta osservarne i siti web per rendersi conto come la loro presenza sul Web sia ridotta.