Ragazzi e ragazze soprattutto alla prima esperienza fuori scelgono di lavorare per delle famiglie straniere in cambio di vitto e alloggio. Parecchio tempo libero e un’esperienza di vita straniera sono i punti migliori di questo lavoro.

Au pair, per dirla alla francese, o alla pari: è una delle opportunità lavorative più diffuse per i giovani propensi a lavorare all’estero. In qualsiasi paese esiste la possibilità di poter lavorare nelle case di famiglie che hanno bisogno di babysitter e assistenza domestica.

Il termine indica proprio questo: chi offre i propri servizi alla famiglia non ottiene nessuna retribuzione, ma in cambio ha vitto e alloggio e il suo tempo libero. In pratica, un membro della famiglia a tutti gli effetti. Il giovane alla pari ha una sua stanza, mangia con la famiglia, aiuta nelle faccende domestiche, e ha anche una piccola retribuzione settimanale per le spese personali. L‘esperienza dura di solito un anno, durante il quale l’au pair stabilisce forti legami con la famiglia che lo ospita, soprattutto con i figli. Infatti compito principale del ragazzo/a è guardare i bambini dei genitori assenti per lavoro o altro, quindi poche ore al giorno. Nel frattempo ha tutto il tempo per studiare, frequentare corsi di lingua, e avere una vita al di fuori della casa che lo ospita. Il tutto nel massimo rispetto delle regole di convivenza.

Questo tipo di lavoro è utile soprattutto per chi frequenti corsi universitari all’estero, perché benché non si guadagni, si ha in cambio tutto il tempo per studiare, giorni liberi compresi. Cosa che difficilmente si avrebbe con un lavoro a tempo pieno. È inoltre un ottimo mezzo per imparare la cultura ma soprattutto la lingua del posto. Ovviamente una conoscenza di base della lingua è richiesta dalla famiglia per poter comunicare senza problemi.

Le famiglie si rivolgono infatti a delle agenzie per le loro esigenze, le stesse che consultano i ragazzi per trovare lavoro. Basta digitare au pair su un qualsiasi motore di ricerca e risulteranno tutte quelle che operano a livello internazionale. Queste fanno da intermediari anche in caso di problemi tra la famiglia e il ragazzo alla pari. Inoltre forniscono anche consigli utili sui modi di vivere della gente del luogo, e le norme educative da rispettare (ad esempio al proprio ingresso in famiglia è buona regola presentarsi con dei regali di ringraziamento per l’accoglienza). Non solo una buona possibilità formativa, ma un’ottima esperienza di vita. Molti rimangono in contatto con le famiglie che li hanno ospitati anche parecchio tempo dopo che il rapporto alla pari è finito.