Il coefficiente beta misura il rischio sistemico di un singolo valore rispetto a quello che è il rischio implicito del mercato nel suo insieme

Per rischio sistemico (Systematic Risk)  si intende il rischio inerente l’intero mercato di cui ci si occupa, ad esempio
l’intero mercato azionario. Tale rischio è anche definito indiversificabile (Undiversifiable Risk) in quanto non eludibile
attraverso una diversificazione del proprio portafoglio. Guerre, recessione, depressione, costo del denaro e delle materie
prime, sono tutti fattori che vanno ad influire sul mercato nel suo insieme. In certi frangenti, i singoli andamenti aziendali
divengono del tutto irrilevanti nel processo di formazione dei prezzi in Borsa.

Al rischio sistemico, si contrappone il rischio non sistemico (Unsystematic Risk)  che invece si riferisce ad un solo titolo
ovvero ad un singolo comparto del mercato,  nel quale un singolo evento può sortire effetti che spesso non hanno alcuna
influenza sugli altri comparti. Esempio, una forte crescita degli utili Intel avrà sicuri effetti sulla quotazione del titolo e anche
di riflesso sugli altri titoli del comparto semiconduttori, ma difficilmente influenzerà i titoli dei produttori di generi alimentari,
di sigarette o di abbigliamento sportivo.

Il coeficiente beta è calcolato su base statistica e misura l’attitudine storica di un titolo a variare in misura maggiore o minore dell’indice di riferimento.
Il coeficiente beta misura quindi la volatilità di un valore, cioè l’ampiezza delle oscillazioni del prezzo, rispetto al mercato nel suo complesso.

In parole povere:
Beta inferiore ad 1 = rischio del singolo valore inferiore a quello del mercato:
un coefficiente 0.8 indica una volatilità del 20% inferiore a quella del mercato.
Beta uguale ad 1 = rischio del singolo valore uguale a quello del mercato:
un coefficiente1 indica una volatilità uguale a quella del mercato.
Beta superiore ad 1 = rischio del singolo valore superiore a quello del mercato:
un coefficiente1,2 indica una volatilità del 20% superiore a quella del mercato.

Gli investitori che seguono i dettami delll’analisi fondamentale non sempre sono d’accordo con il principio
per cui un  coefficiente beta particolarmente elevato segnali necessariamente un investimento rischioso.

Se per esempio il titolo di una società con un valore intrinseco (Fair Value) di $20 per azione,
sul mercato viene trattato a  $18, potrebbe essere un investimento vantaggioso.
Se però il prezzo dell’azione improvvisamente cadesse a $15 per azione,
il coefficiente beta salirebbe, pur in presenza di una maggiore convenienza all’acquisto.

La verità è che il concetto di rischio è un concetto del tutto ambivalente:
tanto è maggiore il rischio negativo, quanto è più grande quello positivo.
“No risk, no gain” recita il noto adagio anglosassone.