In passato ci siamo focalizzati sulla necessità di entrare in Borsa a piccoli passi, e con limitate quote del capitale da investire in azioni di società con solidi fondamentali. Tale assunto vale a maggior ragione in un momento come quello attuale, caratterizzato da quotazioni elevate in Borsa, ma in linea con i profitti delle società, e perciò con ulteriori margini di crescita.

Una volta acquistato un titolo, lo si può lasciare in dispensa, tenendolo in caldo per un lungo periodo di tempo, nella certezza che tra qualche anno ci sarà un discreto guadagno tra dividendi e plusvalenze.

In alternativa, lo si può seguire maneggiando una certa movimentazione. In tal caso, assodato che il risparmiatore abbia optato per un comportamento attivo, egli deve decidere quali strategie seguire. Qualora il titolo salga, bisognerà valutare il momento della vendita: sia in caso il risparmiatore ritenga soddisfacente il guadagno, sia in caso valuti più prudente una presa di beneficio prima che il titolo possa stornare vanificando la rendita.
A questo punto, si può reinvestire subito in un altro titolo che sembri godere di buone aspettative, oppure aspettare che la Borsa operi una correzione dei prezzi.

Se il titolo appena comprato invece scende, sarà bene non lasciarsi prendere dagli allarmismi, se a monte si è scelta l’azione di una società con solidi fondamentali.
L’eventualità di una discesa consistente (non sporadica in Borsa) del titolo, può spingere a operare una mediazione, ossia, l’acquisto di un altro lotto dello stesso titolo, investendo una somma uguale. Così facendo, si abbassa il prezzo di carico facendo la media tra il prezzo precedente e quello di carico. Tale pratica è ormai dominante tra i risparmiatori, benché molti esperti la sconsiglino in quanto troppo rischiosa. A noi pare tuttavia che tale mediazione sia decisamente pericolosa se la si effettua con titoli speculativi, o di società poco solide. I rischi di una mediazione operata sui titoli “per orfani e vedove”, di cui abbiamo parlato ieri, sono pressoché inesistenti.