Essere cittadini europei oggi significa contare su un vasto numero di stati membri in cui potersi muovere liberamente, per studio o per lavoro, con la possibilità di conoscere luoghi, culture e persone sempre nuove e diverse.

Sono molte le nazioni che rispetto all’Italia offrono vaste opportunità di lavoro. Il vantaggio obbligato che un cittadino europeo trova in un altro stato membro è quello di necessitare di un lavoro regolare: se infatti manca il lavoro c’è l’impossibilità di soggiornare in tale paese se non per turismo.
Un permesso di soggiorno si rende necessario nel momento in cui si decide di affittare o acquistare un’abitazione; questo può essere ottenuto solo se il datore di lavoro comunica che siete regolarmente assunti presso la sua ditta/azienda.

In Europa non serve recarsi in un consolato per chiedere il lascia passare alla frontiera.
Per entrare in Spagna, Germania, Irlanda, Francia è sufficiente avere solo una carta di identità nel caso in cui vi dovessero fermare per un controllo di routine; potreste partire oggi stesso e passare la frontiera senza alcun problema.
Diversamente, se voleste recarvi in uno stato extracomunitario, dovrete contattare la sede in Italia dell’ambasciata del paese di destinazione così come tutte le ambasciate dei paesi extracomunitari che attraversereste, via terra, per raggiungere quel paese.

La regolamentazione pensionistica non è ancora stata unificata (e forse passeranno molti decenni prima che ciò accada) ma in linea di massima tutte le nazioni Europee adottano un sistema pensionistico basato sulla detrazione di una certa percentuale dallo stipendio mensile.
Successivamente, con regolarità, il lavoratore riceverà la documentazione di quanto ha versato nelle casse della previdenza sociale: questi “rapporti” sono di estrema importanza e devono essere conservati perché utili a calcolare il valore della pensione di anzianità e il raggiungimento delle condizioni minime per poter accedere alla pensione. Se smarriti, possono essere richiesti ma la trafila potrebbe essere abbastanza lunga.

Normalmente non vi sono grandi impedimenti per richiedere la pensione ad uno stato in cui si è lavorato ma le leggi cambiano di continuo e sarà opportuno rivolgersi ad un bravo sindacalista all’avvicinarsi dell’età pensionabile.

Diversa è la situazione di chi all’estero vuole aprire un’attività personale. In questo caso il pagamento dei contributi previdenziali è solitamente fisso ma anche qui si riceve periodicamente la documentazione utile a versare i contributi e a archiviare quelli pagati.