Spesso ci si lamenta dei cattivi disservizi ai quali enti pubblici e privati ci hanno abituati, alzi per esempio la mano a chi non è mai capitato di avere cattive esperienze con i servizi postali, una lettera o una cartolina spedite e mai arrivate a destinazione o mai ricevute; ebbene, talvolta i danni causati da un disservizio postale di questo tipo può fare innervosire senza però creare particolari danni al mittente e al destinatario; eppure non è sempre così e i danni causati da un ritardo o da una lettera mai arrivata potrebbero avere pesanti ripercussioni su entrambe le parti coinvolte, in questi casi il minimo che si possa fare è richiedere un rimborso alle poste per il danno arrecato a causa di un disservizio.

La Corte costituzionale ha sottolineato con una sentenza che gli utenti hanno la possibilità di fare richiesta e ottenere un risarcimento per il danno subito in seguito ad un ritardo nella consegna di un plico o di un documento.

C’è una precisazione importante da fare, fino a qualche anno fa, infatti, la normativa successivamente abrogata nel 2003 prevedeva che come unico risarcimento riconosciuto il solo rimborso delle spese di spedizione.

Attualmente, invece, i cittadini che abbiano subito un danno a causa di un disservizio per la consegna di un documento, avranno la possibilità di chiedere un risarcimento nei confronti delle Poste Italiane; il rimborso avrà valenza diversa a seconda del servizio utilizzato per la spedizione come ad esempio le raccomandate a/r oppure la posta celere.

Sulla Carta di Qualità disposta dalle Poste Italiane e da alcune associazioni dei consumatori, inoltre, vi sono specificati i diversi rimborsi richiedibili a seconda che si tratti di un ritardo, di un mancato recapito, danneggiamento o manomissione totale o parziale del plico da consegnare; resta comunque salvo il diritto di chiedere anche in via extragiudiziale un risarcimento maggiore a seconda degli specifici casi.