Vediamo in che modo possiamo usare nel nostro trading le bande di Bollinger. Le bande consistono in tre curve, una media mobile semplice che è la banda centrale, una banda superiore corrispondente alla media mobile semplice più una costante k e una banda inferiore corrispondente alla media mobile semplice meno la costante k.

La creazione delle bande di Bollinger prevede quattro passaggi. Per prima cosa bisogna calcolare la media mobile semplice, utilizzando come parametro “n” il numero di periodi da includere. Poi bisogna calcolare la deviazione standard della media dei prezzi nel corso degli ultimi “n” periodi. La banda superiore è data da questo calcolo:

UB (t) = SMAN (t) + m * STDDEVn (t)

dove SMAN (t) è la media mobile semplice per “n” periodi e STDDEVn (t) è la deviazione standard dei prezzi medi nel corso degli ultimi “n” periodi.

La banda inferiore invece viene calcolata con questa formula:

LB (t) = SMAN (t) – m * STDDEVn (t)

La bande di Bollinger comportano due parametri. “N” è il numero di periodi che vengono utilizzati per calcolare la media mobile semplice e la deviazione standard, mentre “M” è un fattore moltiplicativo. I valori tipici per “n” sono 14 o 20, mentre “m” è spesso impostato su 2. Per valori più elevati di “n” , ad esempio 50 o 90, “m” è in genere impostata su un valore superiore, come ad esempio 2,5 oppure 3.

Poiché la deviazione standard indica la volatilità delle valute, le bande si ampliano quando i prezzi di valuta sono molto volatili, mentre sono strette quando non c’è volatilità. A volte ci sono dei cambiamenti nei trend quando le bande sono strette, ovvero quando la volatilità è bassa. Quando i prezzi di una coppia di valute va oltre il valore delle bande esterne, bisogna stare attenti. Siamo in una fase di ipercomprato se i prezzi superano la banda superiore, oppure siamo in una fase di ipervenduto se i prezzi superano la banda inferiore. Le bande di Bollinger sono in genere utilizzate per generare segnali come sostegno di altri indicatori.