Risulta essere un tema molto attuale quello del mediatore civile, nuova figura professionale che si sta affacciando sul nostro sistema socio-giuridico e che sta suscitando molto scalpore, soprattutto nel mondo forense, dove si guarda con molta curiosità, ma anche ostilità, all’avvento di questa nuova figura, che l’ambiente non ritiene all’altezza delle aspettative.

Cerchiamo di vedere quali sono i passi necessari da compiere per diventare un mediatore.
Innanzitutto i futuri mediatori civili e commerciali, saranno iscritti in apposito registro presso il Ministero della Giustizia, questo per far capire che il mediatore è comunque una figura regolamentata dallo Stato, e che non si svilupperanno professionisti al di fuori di questo ambito, che sarà quello giuridico regolamentato dal ministero.

Per operare come mediatore occorre quindi essere iscritti nelle apposite liste, altrimenti non si possiede nessuna qualifica.
Il mediatore, secondo quanto previsto dal regolamento ministeriale 222 del 2004, non può essere una persona fisica, ma un’entità plurisoggettiva.
Gli organismi privati, che possono vantare titoli ed esperienze sul campo della mediazione, anche prima del decreto ministeriale, possono esercitare tranquillamente la professione. Lo Stato delega infatti ad organismi privati qualificati il delicato compito della mediazione, anche se si riserva la facoltà di controllare il suo operato.

Chi può fare il conciliatore

Possono quindi fare il conciliatore

Professori universitari in discipline economiche o giuridiche

Professionisti iscritti in albi in materie economiche e giuridiche, che vantino una anzianità di iscrizione di almeno 15 anni

I magistrati in quiescenza

Chi è munito di una specifica formazione acquisita in corsi specifici tenuti da soggetti accreditati presso il Ministero

La formazione presso gli enti accreditati dal Ministero, è quindi essenziale per operare in tale campo, e si deve comunque avere una struttura dietro le spalle. Non si tratta quindi di un professionista singolo ma di un vero e proprio studio abilitato nel trattare queste discipline.
Essere iscritti al CNEL risulta quindi obbligatorio.